Riceviamo da Andrea Avveduto, responsabile della comunicazione Pro Terra Sancta, questa lettera commovente che ci fa piacere condividere:
Carissimi,
in Medio Oriente si sta scrivendo la Storia. In queste settimane travagliate entusiasmo e curiosità si mescolano alle incertezze e alle preoccupazioni, e fanno da compagnia agli eventi di questi giorni. Tra attesa e paura le notizie si rincorrono con una velocità impressionante, e se dare un giudizio su quello che sta accadendo è compito delle prossime generazioni, oggi non possiamo che osservare i protagonisti di questi enormi cambiamenti.
Se insieme alla Storia dei condottieri e dei grandi pensatori avessimo l’opportunità di leggere i pensieri dei legionari, dei vasai e delle mogli forse capiremmo davvero la Storia. Chi scrisse queste righe forse voleva semplicemente dire che accanto alla Cronaca (con la C maiuscola) ci sono delle altre piccole storie che non occuperanno mai le pagine ufficiali, e che pure raccontano allo stesso modo la portata degli avvenimenti.
Per questo voglio raccontarvi della nostra piccola storia. Quella nata negli ultimi dieci anni di Siria, una vicenda fatta di piccoli passi, di quotidianità, di rapporti e di fiducia. Di quella pace “che si costruisce dal basso”, per citare le parole spesso usate dal patriarca di Gerusalemme il card. Pizzaballa. La storia di un semplice frate.
Padre Hanna era parroco di Knaye, un piccolissimo villaggio a maggioranza cristiana nel Nord della Siria che durante la guerra è sempre rimasto nelle mani dei “ribelli” islamisti. Una comunità che è riuscita a sopravvivere anche grazie al prezioso sostegno che non gli abbiamo mai fatto mancare. Dieci anni fa padre Hanna è stato rapito ben due volte e per fortuna rilasciato dopo pochi giorni. Non che fosse una minaccia per qualcuno, anzi: con la sua parrocchia seguiva le poche famiglie cristiane di Knaye, con un amore disinteressato. Le aiutava, le teneva unite, cercava di tessere i rapporti con il potere e guadagnare qualche forma di libertà per chi professava una fede diversa da quella del regime. Lentamente, armato solo della sola buona volontà di avere buoni rapporti con tutti, riesce a creare un dialogo con le istituzioni.
Ci vorranno anni di sospetti e diffidenze, prima di riuscire a tessere relazioni di fiducia. Padre Hanna avrebbe dovuto cambiare parrocchia dopo tre anni, ma la comunità era talmente disperata all’idea di perderlo che è rimasto per altri sei, fino a che è arrivato il momento di lasciarla per diventare vescovo della “vicina” Aleppo.
Due giorni prima di partire viene “convocato” dal regime islamico al potere. Un po’ preoccupato per quello che poteva accadere, si avvicina alla sala del ricevimento. Un militare lo fa entrare da una porta che dava nella sala riunioni più grande.
Dentro c’erano decine di militari e governativi vestiti in quella che per loro era l’alta uniforme. Lo aspettavano per dare un saluto ufficiale a un uomo che avevano imparato a rispettare. In una saletta a parte sedeva il loro capo che lo aspettava vis-à-vis per ringraziarlo di quanto aveva fatto per il popolo siriano, tutto. E’ stata una festa, con tanto di torta. Il leader dei ribelli si chiamava Al Jolani, oggi il leader politico della nuova Siria.
Padre Hanna non era uno di quelli che stava facendo la Storia, eppure la sua piccola storia – giorno dopo giorno – ha contribuito a qualcosa di grande, alla creazione di rapporti che oggi sono fondamentali. Ha dato fiducia, ha dispensato aiuti. Ha fatto la sua parte, piccola ma decisiva, nella grande Storia.
La sua storia riflette, in parte, quello che proviamo a fare anche noi di Pro Terra Sancta da vent’anni in Medio Oriente. Vogliamo costruire la Storia a piccoli passi, distribuendo pasti alla nostra mensa, aiutando ogni bambino che ha bisogno di sostegno, ogni anziano che accompagniamo a letto.
E se noi possiamo farlo è grazie a voi che ci seguite e sostenete. Ognuno di noi è importante e siamo fieri di quanto abbiamo fatto e di quello che faremo. Vogliamo che anche voi vi sentiate parte di tutto questo.
Per questo, semplicemente e sinceramente grazie!
Andrea Avveduto